Nel primo dopoguerra il prodotto trainante di Lancia è rappresentato
dal modello Kappa, una quattro cilindri da 120 km/h con leva del
cambio centrale.
Succedono a questa affermandosi la sportiva
Dikappa nel 1921 e l'anno successivo la prestigiosa Trikappa, prima
Lancia otto cilindri a V stretto di 22° caratteristica questa
che sarà
esclusiva dei propulsori del Marchio.

Il 1921 è fondamentale nella storia Lancia per le prove su strada
del prototipo Lambda, eccezionale sintesi della genialità
automobilistica del fondatore.
La vettura, che monta un motore
quattro cilindri di 2100 cc e che otterrà un successo totale,
raggruppa infatti molte importanti innovazioni.
E' la prima
auto al mondo ad avere scocca portante e sospensione a
ruote anteriori indipendenti, tecnica avanzatissima per l'epoca.
Ad oggi non esiste
o e' esistita una vettura quale la Lambda con
tanta innovazione e così importante: si può dire che Vincenzo Lancia
con questo modello abbia insegnato un nuovo modo di concepire e
costruire automobili.
Negli anni successivi la Casa presenta la Dilambda, equipaggiata con
un importante otto cilindri, e i modelli Artena e Astura a quattro e
otto cilindri rispettivamente di 2000 e 2600 cc.
Con l'Augusta la Lancia propone nel 1932 la prima vettura con guida
interna e l'intera carrozzeria a struttura portante. La cilindrata
di 1200 cc la colloca nella fascia delle utilitarie, sia pure di
lusso, ed in questa classe risulta la prima dotata di impianto
frenante idraulico.
L'Aprilia, altro capolavoro Lancia secondo solo a Lambda, viene
presentata nel 1936. La vettura altamente aerodinamica, motorizzata
con un quattro cilindri di 1351cc di raffinata tecnologia, è un
prodotto eccezionale per prestazioni e comfort e raccoglie grandi
consensi ed entusiasmanti risultati sportivi.
Purtroppo Vincenzo Lancia non può essere gratificato dal successo di
questa realizzazione perché muore improvvisamente, il 15 febbraio
del 1937, pochi mesi prima della sua commercializzazione.
Poco prima dell'inizio della seconda guerra mondiale, l'Aprilia
viene affiancata dall'Ardea che, adottando una meccanica meno
sofisticata, ne riprende la linea in forma ridotta e monta un motore
4 cilindri di soli 903 cc., il più piccolo nella storia del Marchio.