La Storia del Marchio

 



Vincenzo Lancia

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Montecarlo 72








Nel 1950 il figlio del fondatore Gianni Lancia presenta l'Aurelia, sobria ed elegante berlina motorizzata con un inedito 6 cilindri a V di 60° di 1754 cc. che rappresenta la ripresa dell'azienda dopo la scomparsa di Vincenzo e gli avvenimenti bellici.
Derivata dalla berlina - che, nelle diverse serie di produzione, aumenta la cilindrata del propulsore a 2000 e 2260 cc - nasce più tardi la splendida Gran Turismo, poi identificata con la sigla B20, con motori 2000 e 2500 cc e nel 1954 l'intramontabile spider B24 con motore 2500 cc.

In questi anni si assiste alla prima grande esperienza sportiva della marca, infatti all'inizio degli anni cinquanta, Gianni Lancia decide di impegnarsi direttamente nelle gare con una squadra ufficiale.
Un impegno di uomini e mezzi che porterà grandi vittorie ma anche gravi problemi economici.
È la B20 l'auto del debutto, nel 1951.
Alla Mille Miglia l'auto si piazza seconda assoluta dietro la più potente Ferrari. Giungono poi altre affermazioni di prestigio, come Targa Florio e Rallye di Montecarlo.
Intanto, nelle officine di borgo San Paolo vengono realizzati straordinari modelli da competizione le cui sigle D20, D23, D24, D25 identificano la mitica serie delle vetture sport.

La D24 di 3300 cc si impone nettamente nella massacrante Carrera Panamericana del 1953, ripetendosi alla Mille Miglia del 1954. I successi nella Categoria Sport invitano alla F.1 e alla fantastica D50 messa in cantiere nell'estate del 1953: non mancano i requisiti per competere.
Intanto nel '53 la produzione di serie presenta l'Appia, rivolgendosi all'utenza Ardea.
La vettura, molto apprezzata dal pubblico femminile, deriva dalle peculiarità del progetto e dalle finiture di lusso oltre che dalle riuscite interpretazioni stilistiche quali Coupé Pininfarina, Lusso e Convertibile Vignale, GT e sport Zagato.

Ma l'attività sportiva voluta da Gianni Lancia incide negativamente sul bilancio, tanto da costringere l'azienda nel luglio del 1955 a cedere gratuitamente a Enzo Ferrari tutto il notevole patrimonio della squadra corse relativo alla D50, fatto di uomini (Jano) progetti, prototipi e vetture che l'anno successivo vincerà il campionato mondiale di Formula 1 con Juan Manuel Fangio.

Nello stesso anno, in autunno, la Lancia viene assorbita dal gruppo Pesenti.